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By Auteur inconnu

Coronata di gigli e di viole

Tra molli rose in fredda urna giacea,

In guisa estinta, che dormir parea,

La Madre e Figlia dell'eterna Prole.

Quando ecco scesa dall'eterea mole

Turba d'alati Amor': “Sorgi,” dicea,

“Sorgi, e ritorna al Ciel, già Donna, or Dea,

Vaga, lucida, eletta al par del Sole.”

L'alma Reina di repente a quelle

Voci destossi, e dolcemente intorno

Girò le luci sfavillanti e belle.

Indi su cocchio di zaffiri adorno

Cinta di lampi ascese oltre le stelle,

A far più chiaro il sempiterno giorno.