11 Io domando perdono

By Vittorio Betteloni

Io domando perdono,

Ma un uomo fatto io sono;

Io sono accorto e saggio,

Ho della esperïenza,

Diedi in più d'una critica occorrenza

Del maturo mio senno ottimo saggio.

Poi, codesto si sa,

S'acquista con l'età:

Quadrarsi alfin conviene,

Ho vent'anni compiti,

Mi son dal capo certi grilli usciti,

Ho un angiolo del ciel che mi vuol bene.

Sono il suo primo amore,

Io le ho dischiuso il cuore.

Amor mio primo anch'ella,

Amor mio primo - immenso… -

Ma veramente adesso che ci penso,

Ebbi ancor per l'addietro un'altra bella.

Donna sgherra e proterva,

Ch'era in casa per serva,

Che a quindici anni amai.

Ella m'ebbe in non cale

Avvinta ai baffi d'un suo caporale;

Me non comprese ed io l'abbandonai.

A questo amor pertanto

Non si può dare il santo

Nome di primo amore:

L'amor mio primo è questo

Novello amor…. Me la cercai del resto

D'una condizione anco migliore.

Non è una principessa,

Non una baronessa,

Non una gran signora;

Ma questo importa poco

Quello che importa egli è che in primo loco

Ella è pazza di me, ch'ella m'adora.

E secondariamente

É molto intelligente,

Molte potè da sola

Gentilezze imparare,

Naturalmente grazïoso appare

Ogni suo moto ed ogni sua parola.

Che alcun m'invidii e male

Mi voglia è naturale:

Vaghi signori miei,

Ciò vi dirò soltanto,

S'ell'è assai bella e mi vuol ben cotanto,

Questo vuol dir ch'io degno son di lei!

D'altronde in mortal petto

Non cape uguale affetto

Del mio, non che maggiore:

Sacro, terribil foco

Mi divora le fibre a poco a poco,

Temo ch'io ne morrò di questo amore.

Ed ella me lo rende,

Ella che pure intende

Ch'io non condurrò moglie….

Oh! in eterio elemento

L'anime stringe arcano abbracciamento,

E illesi andiam di tutte umane voglie.

I nostri cor difatti

Sovrumani son fatti.

Sulle tue labbra il primo

Bacio d'amore io colsi,

Per l'universo in cerca il guardo io volsi,

Men di me grande ogn'altra cosa estimo.

Tutte le stelle e il sole

Come fra re si suole,

L'esaltazione mia

Hanno riconosciuta,

Per suo cugino ogn'astro mi saluta,

Complimenti ed auguri ognun m'invia.

I fior' c'hanno sentore

Dei segreti d'amore,

Sanno il mio caso anch'essi,

E mi vanno ammirando,

E forse a me quel bacio invidïando,

Mi fanno inchini taciti e sommessi.

Lusinghevoli accenti

I lezïosi venti

E l'onda in cui mi specchio

Quando in Lungarno movo,

Siccome a prence giovinetto e novo,

Adulando sussurranmi all'orecchio,

Oh certo io son felice

Quanto quaggiù esser lice

Giovin terrestre iddio

Vo con gentil decoro,

Come in olimpo e gli augelletti in coro

Movon leggiadri canti in onor mio.

Non per ciò si supponga

Che in superbia io mi ponga.

Se scontro per la via

Un compagno di scuola,

Mi soffermo, gli volgo la parola,

Lo saluto con molta cortesia.