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Se la mia vita da l'aspro tormento,
che mi dà il senso ognior con tanti affanni,
che levi prego ormai in quest'ultim'anni,
anzi ch'ogni tuo lume in me sia spento,
già non ti cheggio, o Dio, oro né argento,
non il vestir di delicati panni,
ma che per dar ristoro agli miei danni
non sia il soccorso tuo sì pigro e lento.
Ben sopra ogni altro don desio l'amore,
che fe' già molti star nei gran martiri
lieti e constanti gli anni, i mesi e l'ore.
Or vedi dunque tutti i miei desiri
drizzati a te, Signor: tu il van dolore
scaccia e soccorri al cor pien di sospiri.