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By Guido Gozzano

Giardino chiuso, Fontana suggellata,

Poi che attingi ora mai verso quell'ora

Già greve d'anni e pur giovine ancora

Ergi la bella fronte imacolata,

E la tua forma ancor non è mutata

E la capellatura hai densa ancora,

Tu la bellezza giovenile ognora

Maravigliosamente hai conservata.

Ma all'apice — oramai — la tua bellezza —

Sorella — è giunta ed in van tu brami

Una superna e più fulgente altezza,

Chè, Sorella, opulente un senso spandi

D'abondanza, quale d'autunno i rami

Troppo grevi di frutti troppo grandi.

Ma ti attristi, Sorella, e nel mio canto

Ritrovi il segno dell'affanno usato?

Io conosco il tuo affanno, ò penetrato

La mestizia del tuo animo affranto.

Io conosco il tuo affanno, ò penetrato

La mestizia del tuo animo affranto:

Tu piangi sul presente e sul passato

E non giunge lo Sposo atteso intanto.

«E il tempo passa e non s'arresta un'ora»

Disse Messer Francesco e la Dolente

Pensa che sua bellezza involve e sfiora.

Ed io lo strazio dei tuoi sogni vani

Intesi e il grido del sangue eloquente

Entro le vene di tue belle mani.