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Chi è quel ch'io sento? Ohimè! che orrenda voce
novamente interrompe i piacer mei
dicendo a me: – Tu perderai costei
che sì forte ti scalda, e pur non noce. –
Come comporti, Amor, che sì veloce
indi si parta ove mi resi a lei?
Pietà vi mova, o inamorati dei,
s'angosciosi mai fosti in simil croce.
Crescano l'onde al fiumicel vicino
con tuon e pioggia di Iunone e Iove
turbando contra lei sempre el camino.
Ivi fui preso da bellezze nove,
ivi m'offersi a quel volto divino
ove el mio cor s'appoggia, e non altrove.