1
Chi le mie carte sparte inchiostrarà,
Opra farà degnissima di re,
Per cui mercé di mano in mano andrà
La novità che architettai da me.
Chiunque egli è che compassione m'ha,
So che dirà: “Costui quanto tessé,
E combatté con gran difficoltà!”;
E Clio lo sa che non mi tengo in piè.
Vi giuro a fé che il senno mi svanì,
Né mai guarì quel poco che restò,
Ma travagliò due giubilei de' dì.
Oggi altresì ad imbarcarmi vo;
Stampo però, né spendo miei tarì:
Che vuol così Rinaldo, e pago io sto.