110
S'Amor conduce mai mia speme al verde,
ch'è vero pregio a le famose fronti,
per cui errando vo di piagge in monti,
come uom che la fatica e 'l tempo perde,
le voci ch'ora il vento ode e disperde
e i versi miei, sì a lamentarsi pronti,
non saran sparsi invano, anzi fien conti
là dove il vero onor sempre rinverde.
L'aura amorosa fra le sacre fronde
del mio bel lauro, mormorando, lieta
col suo nome alzerà mia fama a volo.
Allor la vita mia sarà quieta,
e sonerà da l'uno a l'altro polo
chi degli occhi mi trae lagrimos'onde.