1.

By Niccolò Tommaseo

Briaco, si fe' Baldassar

gli splendidi vasi portar,

che al tempio di Giuda rapì

quel re che poi, bestia, muggì.

E tutti negli aurei bicchier'

i grandi si misero a ber,

le mogli, le drude del Sir,

e i muti lor Dei benedir

che l'uomo in metallo gettò,

o in sasso od in legno tagliò.

Quand'ecco sul muro una man

con dita che rapide van

scriventi una scritta ch'al re

e a' Grandi compresa non è.

Il re ne' pensier' si smarrì,

de' reni la forza sentì

fiaccata, e con trepidi piè

ginocchio a ginocchio batté.

Suoi maghi e indovini chiamò:

«aiuto, venite», gridò:

«la scritta chi legger saprà,

di porpora e d'oro potrà

vestirsi, e consorte seder

in terzo del regio poter».

I maghi le note non san

che scrisse l'orribile man:

e il re, per lo grande terror,

e i Grandi mutaron color.

Chiamato, compar Daniel,

profeta del re d'Israel:

«che far de' tuoi doni, non so.

La scritta, se vuoi, leggerò.

Iddio, ch'è il padrone dei re,

la gloria a Nabucco già diè,

gli diè la tremenda virtù

di reggere lingue e tribù,

d'uccidere a pieno piacer,

far sorgere in alto e cader.

Nabucco di contro al Signor

levò la superbia del cor:

ma Dio d'ogni onore l'orbò,

cogli asini al bosco il mandò:

bagnaro il ferino suo pel

le piogge e le brine del ciel.

E adesso il suo degno figliuol

a Dio rinchinarsi non vuol:

ne' calici sacri bevé,

e i grandi e le drude del re

cantaron gli dei che non han

né senno né lingua né man.

Iddio sconoscesti: però

Iddio quelle dita mandò

di mano veggente, immortal,

scrivente la scritta fatal,

che dice: “ecco l'ultimo dì:

Iddio lo tuo regno finì”:

Iddio di sua man ti pesò,

il peso calante trovò.

Sei morto. La tua potestà

nel Perso e nel Medo n'andrà».