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Aure, o aure, che vi raggirate
per questo disvelato ciel sereno,
e 'l puro del nostro aere temprate
con spirar dolce di salute pieno;
aure, che tra le frondi mormorate
spargendo i sonni a le fresche ombre in seno,
non vaneggin più i fiati che traete,
se altere maraviglie udir volete.