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Vedendo in foco le mie membra poste,
volea che meco ogni mia rima ardesse,
parendo a me che a lor più convenesse
tal fin per esser roze e mal composte.
Fugiron quelle et erano disposte
non ritornare e, pria ch'io le reavesse,
forza fu che giurando io prometesse
de tenirle da me longe e discoste;
e per servar la fe', che hoggi è tra nui
sì rara, e per celar l'opra mia inculta,
a te la do, de cui preceptor fui.
Forza è, Isabella, tu la tenghi occulta
per non esser ruina de ambedui,
ché mia gloria e mio biasmo in te resulta.