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By Antonio Tebaldeo

Vedendo in foco le mie membra poste,

volea che meco ogni mia rima ardesse,

parendo a me che a lor più convenesse

tal fin per esser roze e mal composte.

Fugiron quelle et erano disposte

non ritornare e, pria ch'io le reavesse,

forza fu che giurando io prometesse

de tenirle da me longe e discoste;

e per servar la fe', che hoggi è tra nui

sì rara, e per celar l'opra mia inculta,

a te la do, de cui preceptor fui.

Forza è, Isabella, tu la tenghi occulta

per non esser ruina de ambedui,

ché mia gloria e mio biasmo in te resulta.