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By Niccolò da Correggio

Quel foco che accendesti al tristo pecto,

per riscaldarlo forse, è vivo ancora,

ma egli arde e dentro tanto più divora

quanto più per coprirlo io el tengo stretto.

Gli occhi che bagnan di rugiada il tetto,

non lasciano le fiamme uscir di fuora,

e l'aura di suspir che il prato infiora,

fa sì ch'io ardo e in me non par diffecto.

Ma il cor, che scia in quanto pericol vive

dal dì che correr lasciò gli occhi a voi,

vergognoso il suo mal me dice spesso;

e Amor, che in fronte col suo stral mi scrive

la pena a che el mi danna, a tutti puoi

dimostra il stato mio, ma più a me stesso.