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Bufolo in carne umana travestito,
squacquerato buffon da scoreggiate,
occhi di malandrin, tempie di frate,
labbra di mula e barba di romito:
tu credi forse avermi sbigottito
con queste goffe tue magre cruscate?
Il tempo mi par or di Ciolle abate,
poi ch'oggi contro a me ti mostri ardito.
Io ti conosco infin dentro all'elmetto,
e so quanto tu pesi ad un danaio,
come t'ho scritto mille volte e detto:
un vil cagnaccio poltron da pagliaio,
un passerotto solitario in tetto,
un nuovo barbagianni in lucco e 'n saio,
un Giustaccio bottaio,
che non è buono a nulla e nulla vale,
un uom, che non sei uom, né animale.
Il senso litterale
bastiti, pazzo, intender questa volta,
quest'altra poi si sonerà a raccolta.