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By Anton Francesco Grazzini

Bufolo in carne umana travestito,

squacquerato buffon da scoreggiate,

occhi di malandrin, tempie di frate,

labbra di mula e barba di romito:

tu credi forse avermi sbigottito

con queste goffe tue magre cruscate?

Il tempo mi par or di Ciolle abate,

poi ch'oggi contro a me ti mostri ardito.

Io ti conosco infin dentro all'elmetto,

e so quanto tu pesi ad un danaio,

come t'ho scritto mille volte e detto:

un vil cagnaccio poltron da pagliaio,

un passerotto solitario in tetto,

un nuovo barbagianni in lucco e 'n saio,

un Giustaccio bottaio,

che non è buono a nulla e nulla vale,

un uom, che non sei uom, né animale.

Il senso litterale

bastiti, pazzo, intender questa volta,

quest'altra poi si sonerà a raccolta.