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By Antonio Tebaldeo

Scio che più volte fra te prendi sdegno

che gli occhi mei sian troppo pronti e intenti

al vageggiar, tal che de fuor le genti

se accorgon dove ho posto il mio disegno.

Io li riprendo ognhor, ma alcun ritegno

non trovo in lor, né mai restan contenti,

sì dolce è quel splendor che gli apresenti,

e contra usanza non val forza o ingegno:

mal scaccia un vitio chi gli ha facto il callo!

Ma lassali satiar, ché penitenza

non poca fanno del continuo fallo:

ché, per mirar la tua gentil presenza,

piangon dì e nocte e mai non c'è intervallo,

e già son quasi de sua luce senza.