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Scio che più volte fra te prendi sdegno
che gli occhi mei sian troppo pronti e intenti
al vageggiar, tal che de fuor le genti
se accorgon dove ho posto il mio disegno.
Io li riprendo ognhor, ma alcun ritegno
non trovo in lor, né mai restan contenti,
sì dolce è quel splendor che gli apresenti,
e contra usanza non val forza o ingegno:
mal scaccia un vitio chi gli ha facto il callo!
Ma lassali satiar, ché penitenza
non poca fanno del continuo fallo:
ché, per mirar la tua gentil presenza,
piangon dì e nocte e mai non c'è intervallo,
e già son quasi de sua luce senza.