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O superbetto mio picciolo Reno,
Deh lascia, lascia omai questo costume
Di tòr ninfe ora a questo, ora a quel fiume,
Se di sì belle il Cielo ornò il tuo seno.
Tu poi sospiri, perché gonfio e pieno
A romper vai fra boschi le tue spume,
E perché giaci, insin che ti consume
Sparso l'ardente Sol nel tuo terreno.
Non senti ancor che il Tebro oggi si duole
Che, non contento di rapirgli due
Figlie d'un sol pastor, la terza invole?
Non sai che questi ha in man le sorti tue?
O mio Ren, quanto è irato! ed ei non vuole
Ch'io gli rammenti le Sabine sue.