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Se gli amorosi miei gravi tormenti
l'ardor dal viso e non dal sen m'han tolto,
e s'un nembo di duol pallido e folto
v'asconde i rai de le mie fiamme ardenti,
perché stelle d'Amor chiare e lucenti
mirate il freddo incenerito volto?
Mirate il cor dove l'incendio accolto
più chiare ha le faville e più cocenti.
Così in gelida selce anco dimora
chiusa favilla, e talor d'Etna il seno
sotto falda di neve arso fiammeggia.
Non ha folgori il ciel quand'è sereno,
ma se livido nembo il discolora
gravido il sen di fiamme arde e lampeggia.