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Veloce già volando senza penne
l'inclita fama tua, co la qual pronte
e splendide virtù vivon congionte,
ai miei orecchi subbito pervenne,
onde la lingua mia non se ritenne;
bramosa di sustanzia, al vivo fonte
tuo si rivolta con benigna fronte
sol per gustar di quel licor solenne.
Però, dolce Francesco mio Palmaro,
dimostra alquanto el tuo ingegno sublime
prima a me grato e or molto più caro.
Benché indegne a ciò sien mie rozze rime,
pur nïente di meno el tuo preclaro
parlare estende, ornato a doppie lime.