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By Antonio Tebaldeo

Preciosa tela candida e felice,

che stata sei più fiate intorno avolta

a quelle parte ascose che una volta

toccando io non serrei mai più infelice,

in tal süavità de odor phenice

non mor, quando già vecchia al sol si volta,

qual spira fuor di te, che tutta hai tolta

dal corpo che celeste chiamar lice.

Volentier per un dì te portarei

sopra la carne mia; ma Amor sì forte

m'arde, ch'io temo che te brusarei.

Deh, fusti quella che da sua consorte

ebbe Hercul! ché brusar te non vorei,

ma che brusassi me, dandome morte.