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By Giovanni Guidiccioni

Scipio, io fui ratto dal cantar celeste,

e l'ama immersa nel profondo oblio;

pur mi raccolsi e riconobbi anch'io

quel che voi prima sì lodato fêste.

Copria gli omeri bei candida veste,

com' è candido il cor, puro il desio,

quand'ella mosse 'l suon gentile e pio

ch'orna la gloria e la virtù riveste;

sottil velo accoglieva il biondo crine;

sedean le Grazie ne' begli occhi suoi

e di foco spargean le bianche gote;

ordiva reti Amor tenaci e fine,

dava luce a la notte e dicea poi:

— Beate orecchie, ove 'l bel suon percote!