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By Niccolò da Correggio

Da gli occhi di costei più grazia piove

col pianto che gli irriga il dolce viso,

che a nessuna altra mai nel più bel riso,

tal che a pietà e dilecto ognun commove.

Vedi quel pecto che annellando move,

da un ruscelin di lacrime diviso?

Se di tal pianto è privo il paradiso,

io non scio como a nui no invidii Iove.

Rose incarnate e fior per tempo accolti

mostran le guanze, e un candido e vermiglio

che benché io el veggi, a dirlo io non mi vanto.

Guarda quei crin dal loro ordine tolti,

como accompagnano il bel fronte e il ciglio!

O sopra ogni altro ben felice pianto!