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By Torquato Tasso

Delfin, tra l'ombre e le fontane e i marmi

non chiami Febo al Celio o 'n altro monte,

ma dove morte con terribil fronte

sì spesso vedi fra le schiere e l'armi,

e scrivi al suon d'altera tromba i carmi,

talché il tacito Lete e d'Acheronte,

che non ha guado onde si passi o ponte,

sprezzi il timor che suol temenza darmi:

perché tal gloria acquisti ardita mano,

or la penna adoprando ed or la spada,

che nessun'altra è più sicura e certa.

Felice te, che questa e quella strada

trovi da gire al cielo! Io sì lontano

non ho pur una a' miei desiri aperta.