114. Se pur saveste donna lo cor meo.

By Auteur inconnu

Se pur saveste, donna, lo cor meo

e quanto per amor travaglio sento,

no mi dorria del mal cotanto reo,

ma contarèmi in gran gioia il tormento.

Voi state in gioco ed in sol<l>azo, ed eo

sospiro, penso, doglio e mi lamento;

quando dormite, eo veglio e chiamo Deo,

che a tale morte deami allegiamento.

Guardando vado e vegno in quella parte

ove credo che siate, e non vi vegio;

ritorno lasso co mortai riposo,

sì che 'n vita nè 'n cor non sento parte;

per ch'eo del senno for pass'e follegio

come servente più d'altro doglioso.