114r (Filippo degli Arnolfi)
Comedio, il mio ingegno oscuro e losco
del dolce amato lauro de Penneo
per mezzo de poema, Muse o deo
non merta qual mostrate nel dir vosco;
ma per forza de lima un po' mi sfosco
per rispondere al dir vostro idonèo
e, se qual meritate qui non feo
mie stil, prendete il dolce e non il tosco.
Perché Apollo ver me grazia non move
tal che sua fiamma resplenda in mie zolfi,
colpa e vergogna de mia voglia incarca.
Dolgomi in questo error, se mai mi dolfi,
che or satisfar non posso a vostre prove;
m'a chi dà de quel dritto sen varca.