115r
Apollo no, né Pallade nasconde
furor celeste in me, per qual confida
mio debile intelletto over sorrida
l'alma aliena a tal glorie gioconde;
ma al tuo dir per satisfar risponde
con basso stil, che vuol saper se grida
e piagne o goda o pur se stessa allida
la turba impia infernal d'anime immonde.
Quando un spirto mal nato al ben disgiuno
giugne fra 'l popol van, chi crederebbe
non crescere a lor pene e gran tormenta?
Non per pietà che sia in la brutta plebbe,
ma perché contra abbia sì aspro pruno,
per lo più che se pò far la scontenta.