1

By Alessandro Sforza

Qualunque pensa, parla, lege o scrive

D'amore e di sua forza e del suo stato,

Vegia, non so per sorte o per qual fato,

Come ha da me mie voglie tolte e prive.

Dentro al mio pecto le sue ardente e vive

fiamme nascoste e il foco più celato

Ognor crescendo, al cor m'ha sì infiammato

Che, sempre ardendo, al fin convien ch'io arrive.

Ben mi credea passar mio tempo e vita

Sol di mie occulte voglie e di madonna

Gir sol amor pensando e di mia sorte.

Ma al cor mi sento la mortal ferita,

Che a lamentar mi sforza e di tal donna

Parlar convien, che 'l più tacer è morte.