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By Torquato Tasso

Filippo, non sol te l'invidia tinge

e la pietà dov'io sospiri e cante,

ché la nostra virtù ritrova amante

sempre e nemico ovunque il ciel ne cinge;

ma l'affetto miglior che 'l core stringe,

s'odi le pene mie sì gravi e tante

e lievi sol quando da te son piante,

perché l'altro men buono indi non spinge,

forse degno è di laude, e l'una tromba

l'altra invita sovente; e tu, che tolto

hai pio regno d'amici a signor empio,

cantar potresti; e quando tu sepolto

te 'n giaccia ed io, ma forse in altra tomba,

saremo al mondo non vulgare esempio.