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By Filippo Scarlatti

Dolgomi sol di te, crudo tiranno,

sendoti in verde età stato buon servo,

e sempre tu inver me crudo e protervo

ti mostri, e così segui d'anno in anno.

Ma tuo begli occhi che legato m'hanno,

pe' qua' contento son d'esser conservo

di te che mi consumi a nervo a nervo,

finché porga socorso a tanto danno;

ma tu, lucente sole o viva stella,

o almo degno e supremo e verile,

di cui l'umane lingue ognor favella,

perché or tôrci il tuo diritto istile?

Sappi che tal sentenzia non s'appella

al degno, se non segue suo simìle.