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By Alessandro Sforza

Io non credea che Amor fesse crudele

Un cor di donna di pietà nutrito,

Discesa in terra dal celeste sito,

In vista da far dolce un cor di fele;

Ma di sospir, dal vento hor le mie vele

Vegio rivolte e al dur mio partito

Manchar speranza e al duol che è infinito

Pietà nimica e sol morte fidele;

E quanto più dipinse a costei il viso

Amor d'alta bellezza e il ciel di gratia,

Tanto più cruda parmi e più l'adoro;

Né valmi che creata in Paradiso

Fusse la donna sola che mi stratia,

Che si fa altera più quanto io più moro.