117

By Niccolò da Correggio

Mostro m'ha un sonno matutin poc'ora

un dolce error dal qual non scio distòrmi.

— Scrivel! — dice un pensier; un altro:— Dormi,

che in quel piacer tornarem forsi ancora.

Pur la ragion che fa breve dimora

con gli ocii pigri, a lei in tutto diformi,

vòl ch'io mi levi e te con versi informi

di quel che in somnio vidi, anti ch'io mora.

Ma la lingua tremante e in parte lieta

principio non scia dare a tanta impresa,

ché quel che voria dir, la man gliel vieta.

Pur se fra i sensi mei tanta contesa

Amor, che arbitrio ha in me, del tutto acqueta,

la mia dolce vision da te fia intesa.