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By Auteur inconnu

Poiché piacque agli Dei che il Frigio Regno

E il vasto d'Asia antico Impero a terra

Cadesse sotto il piè del Greco sdegno,

Gli Argivi Duci vincitori in guerra,

Già paghe avendo le superbe voglie,

Sciolsero lieti ver' la patria terra.

Agamennon fra l'altre vinte spoglie

Traea Cassandra, d'Ecuba figliuola,

Per farne dono alla sua cruda Moglie;

Ed ella entro la nave, afflitta e sola,

Piangea sovente al suo Signor rivolta,

Com'uom, che vuol, né può formar parola.

Pure alfin disse: "Ascolta, o Duce, ascolta:

Ilio già cadde, e nella sua ruina

Tien la stirpe d'Assaraco sepolta.

Del cadavero grande alla marina

Traesti parte, ond'hai la nave carca,

E più il pensier, che gran' cose destina.

Ma che? celere troppo il legno varca

A prender porto, ch'indi far conviene

L'alto viaggio sull'oscura barca.

Fuggiam dal lido: ad incontrarci or viene

Feroce Leonessa, anzi n'aspetta,

Del Greco porto sulle prime arene.

Tu vai pensando come alla diletta

Tua Clitennestra raccontar potrai

La lunga istoria della gran vendetta.

Tu pensi, o stolto Vincitor, né sai

Che il destino dell'Asia in Grecia or passa,

E tu nella tua Reggia il troverai.

Oh quali segni sul tuo letto lassa

Di sangue e morte col feroce dente

Lupo, che nelle tue mandre s'ingrassa!

La Leonessa, che sarà presente,

Torva negli occhi e coll'adunco artiglio,

Te prima e poscia me farà dolente.

E tenterà del Leoncin suo figlio

Spargere il sangue, e bene udrassi dire

Ch'ella in Aulide ha tolto il fier consiglio.

Ma non potrà: ché a vendicarsi l'ire

Stan sull'arco del Ciel, che aspetta tanto

Che il Figlio cresca la Madre a punire.

Oh quali furie, oh quali onde di pianto

Scorrer vegg'io sopra i teatri argivi,

E l'argomento tu sarai del canto!

Oh Cittadini miseri e cattivi,

Ch'avete il piede di catene onusto!

O Madre, o Priamo, che, di vita privi,

Ardeste in un quand'Ilio fu combusto,

Guari non anderà che vendicata

L'onta sarà di Dardano vetusto!

Io veggio il sangue, io veggio infuriata

Un'adultera Donna, che il Marito

Già tien pel crine, ed ha la scure alzata.

Non è Paride solo amante ardito:

V'è in Grecia tal, che l'altrui Moglie abbraccia,

E ancor non fugge a più sicuro lito."

Chinò Cassandra impallidita in faccia

La fronte al sen, com'uom già quasi estinto,

Dicendo pur con tacita minaccia:

"Meglio fora per te non aver vinto."