118 (Giovanni Manzi)
Non scese mai dal cielo al mortal regno
un'alma sì leggiadra né eccellente,
né mai trovossi fra la mortal gente
tal basa ferma, di virtù sostegno.
Lo spirto tuo, di gentilezza pregno,
leggiadro, divo e più ch'altro clemente,
ad ogni bel dittare atto e potente,
l'infime rime mie non abbia a sdegno.
Tolta la penna e sanza far dimora
ho vinta la mie pigra condizione,
e di Saturno mi son fatto Marte.
Ma pur la mente di ciò langue e plora,
di non poter venire al paragone;
né a tuo vele fien buone mie sarte.
Le mie virtù son sparte
a molte cose, e non è maraviglia
se l'intelletto al dir mal s'assotiglia.