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By Niccolò da Correggio

Non più saette, Amor, ché indarno scocchi

nel pecto di costei che a vil ti tiene;

non più lacci per me, ceppi o catene:

basta che la mia morte ha lei ne gli occhi.

Questi al mio cor son venenati stocchi,

e benché il manchi el sangue a le sue vene,

han sì dolce ferir, che un summo bene

si stima se un lor sguardo advien che 'l tocchi.

O dolci fructi, per me tanto acerbi,

quando fia che 'l giardin mi si disserri

per dar ristauro a i spirti afflicti e lassi?

E tu, ninfa crudele, a chi ti serbi

se tu fuggi da me? Ché quanto tu erri,

te 'l dicon gli animal, gli alberi e i sassi.