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By Nicolò Franco

Re Francesco, ci son male novelle,

tanto che Cristo ce la mandi buona,

che questa colta i Gigli e la corona

non sen' vadano in fumo ed in frittelle.

Volano le staffette per le stelle

ch'a li trenta di questo, in Barzellona

s'aspetta Mastro Cesare in persona,

con più di nove milia caravelle.

Voglion che meni bravi galioni,

e in tanta terribil quantitate,

che bisogna sommar per milioni.

Non ci mettono a conto le fragate,

perché ne sono tanti li squadroni,

che fariano esse sole venti armate.

Ma questo è la metate,

e 'l meglio meglio lascio per la fretta,

per bisognarmi scrivere a staffetta.

Una gran fusta eletta

e tutta impegolata dentro e fore,

è fatta a posta per l'Imperadore,

dove conduce il fiore

di Squizzeri, dal piè fino a la gola

armati finamente a la spagnuola.

Vien poi tutta la scola

Dei Consiglieri, in una barca tale,

che bisogna salirci con le scale.

Pensate s'è bestiale,

e s'ella da sua posta val per cento,

che Covos e Gran Vela ci fan vento.

Io tutto mi sgomento

di quello che poi dicono tra via,

circa le cose dell'artegliaria.

Voglion che ci sia

la mezzana, la piccola, e la grossa

che tolse in Castelnuovo a Barbarossa.

Triste le carni e l'ossa

e l'anime di tutte le persone

che innanzi ci faranno bastione!

La gran munizione

che ha la polvere grossa e la sottile

dicon ch'è cosa bella e segnorile.

Di sorte che un barile

porìa brugiare in manco d'un mattino

mezze le sodomie de l'Aretino.

In un gran bergantino

a l'ordinanza vien la vittuaglia

e l'armature insieme e la bagaglia.

Voglion che facci taglia

tutta la Francia, e che la prima data

sia lunge da Marsiglia una giornata.

E come l'han pigliata,

per via del Jovio che sa fare i ponti,

ne faran duo tra il Rodano, e i Monti.

E poi che saran gionti

dentro a Parigi, vi faran sapere

se vi vorrete arrendere o tenere.

Pianteran le bandiere

e grideran per tutto Spagna, Spagna,

e viva Fra Martino, in Alemagna.

Empiran la campagna

tutta di sangue, che per otto mesi

ne terranno imbrattati i lor arnesi.

O poveri Francesi,

o tristi forausciti sbandezzati,

che saranno prigioni incatenati,

e in Napoli menati,

per carestia ch'avranno di terreno;

non sarà seggio che non ne sia pieno.

Il Cardinal Loreno

vorran che doni il suo cappello a Chieti

e che faccia le fica a tutti i preti.

Tanto che vanno lieti

gli Imperiali per le buone nove,

e per la festa grande che ne piove.

Né Cristo gli rimove

di fantasia, che non riesca il tutto,

e di questo parere è il vecchio e 'l putto.

Io che cavo il costrutto

da tutte le facende, e pe 'l grand'uso

so quale è la conocchia e qual è il fuso,

ne resto assai confuso,

e or credo che Francia andrà in bordello,

e or non può capirmi nel cervello.

Ma il più che io credo è quello:

che piglierà Ser Carlo con la lancia

più tosto il mal francioso, che la Francia.