119 (Giovanni Manzi)
E' par che Giove a' mortal faccia ingiuria
nel voler loro aspetti seperare
per la distanzia o di terra o di mare,
e far che di vedersi abbin penuria.
E quel destin, che tanto male aguria,
vorrebbesi del cielo eradicare,
acciò ch'egl'imparasse a governare
sì come dio, e non infernal furia.
Oh, qual frutto è nelle prospere cose
se non hai un che come te ne goda,
quantunche dolce sieno e dilettose?
Le cose avverse a portar son noiose,
quando, gridando, alcun non hai che l'oda:
ahi, crude sorte, malvage e penose!
L'anime gaüldiose,
che sono in cielo e vivon d'amicizia,
l'un l'altra di vedersi hanno letizia.