119 (Giovanni Manzi)

By Filippo Scarlatti

E' par che Giove a' mortal faccia ingiuria

nel voler loro aspetti seperare

per la distanzia o di terra o di mare,

e far che di vedersi abbin penuria.

E quel destin, che tanto male aguria,

vorrebbesi del cielo eradicare,

acciò ch'egl'imparasse a governare

sì come dio, e non infernal furia.

Oh, qual frutto è nelle prospere cose

se non hai un che come te ne goda,

quantunche dolce sieno e dilettose?

Le cose avverse a portar son noiose,

quando, gridando, alcun non hai che l'oda:

ahi, crude sorte, malvage e penose!

L'anime gaüldiose,

che sono in cielo e vivon d'amicizia,

l'un l'altra di vedersi hanno letizia.