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By Auteur inconnu

Tra i fieri venti d'un crudele inverno,

Involta in cieco e tenebroso orrore,

Corre la nave mia nel mar d'Amore,

Quasi sdrucita e senz'alcun governo.

Se vòlgo in giro il guardo, io non discerno

Donde possa apparir luce e splendore,

Che mi additi la via, per uscir fuore

Di questo mar, nelle tempeste eterno.

Parmi ben di veder errar vaganti

Relique miserabili e funeste

Di rotte navi e d'altri legni infranti.

E pure Amor mi riconforta, e: "In queste

Acque", mi dice, "io so condur gli Amanti

In dolce porto colle mie tempeste."