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Chi sente e vede, e pur non vede e sente,
Perché né vuol sentir, né veder vuole,
Pur si serve del lume, e le parole
Pria gli vanno all'orecchio, indi alla mente.
Ma perché abborre il bene e al mal consente,
Di non veder, di non sentir si duole;
E qual Aspide al suono e Talpa al Sole,
Dice ch'è sordo e cieco, e sa che mente.
Dell'Uom fisso nel mal questo è il costume,
Di finger guardo infermo, orecchio ottuso,
Qualor balena o tuona irato il Nume;
Ma alfin de' sensi suoi l'enorme abuso
Morte corregge, e cerca voce e lume,
Quando ha lingua imperfetta, occhio confuso.