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Alma mia, sei quell'arbore, che porte
Scritto sul tronco a vive note, chiare,
Che un dì n'andrai recisa, e che in amare
Guise farà il gran taglio invida Morte.
Ciò rimembrando in me si desta un forte
Timor, che poi dal cor sul volto appare,
Poiché, o tu all'Austro, o ver' l'aquilonare
Parte cada, ivi eterna avrai tua sorte.
Pur vegg'io che in te nido han cento e cento
Rei pensieri, e che sol di foglie vai
Carca, e te scuote di superbia il vento.
Se t'è ignoto a qual parte, Alma, cadrai
Del colpo estremo nel fatal momento,
Vedi, vedi ove or pendi, e lo saprai.