12 (229)
Inclita, saggia, valorosa, e forte
Donna, che basse cure avete a sdegno,
Ed aprendo a' dolor giusto le porte,
Salite ove più raro è d'orma segno;
E a lei, cui fece il grave danno morte
Sul bel Sebeto, e il pianse, onde a voi degno
La feste esempio, come a par di sorte,
Così le gite di valor, d'ingegno;
L'alte virtù, che fur sì chiare in ella,
E il sono ancora, io vedo e altrui le mostro
Sorte in voi, qual da seme erba novella.
Quella diè vita al morto sposo, e il vostro
Per voi respira aura di gloria: quella
Del suo secolo onore, e voi del nostro.