12 (255)
Non sentii fuoco, allor ch'un guardo, un riso
Folgorò dolcemente e lampi sparse;
Né sì leggiadro allor presente apparse,
Come or contemplo, il crin dorato e 'l viso.
Ma, qual mina mural scoppia improvviso,
Che lungi è già chi le faville ha sparse,
Fuoco lasciò Madonna, ch'allor m'arse,
Che fui da me, non che da lei, diviso.
Non m'avvid'io quando il soave altero
Sguardo per gli umil' occhi al cor discese;
Al lume del mio incendio or veggio il vero.
Ma che potea, sebben vedealo? Prese
Il pensier ella, e diè fuoco al pensiero;
Poi, tornando il pensiero, il core accese.