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By Auteur inconnu

S'avvien giammai che fra l'altere ciglia

Un raggio di pietade io scorga appena,

Il misero mio cor si rasserena,

E le speranze sue tosto ripiglia,

Perché di procacciar si riconsiglia

Qualche conforto all'angosciosa pena:

Ma poi sul cominciar la lingua affrena,

E freddo gielo per timor somiglia.

Solo un mesto silenzio, un sospir roco

E del volto il pallor talvolta fede

Fanno a costei del mio sì grave foco!

Ma la cruda o s'infinge, o pur non crede:

E 'l mio lungo languir si prende a giuoco,

Per non usar con me giammai mercede.