12 (288)
S'avvien giammai che fra l'altere ciglia
Un raggio di pietade io scorga appena,
Il misero mio cor si rasserena,
E le speranze sue tosto ripiglia,
Perché di procacciar si riconsiglia
Qualche conforto all'angosciosa pena:
Ma poi sul cominciar la lingua affrena,
E freddo gielo per timor somiglia.
Solo un mesto silenzio, un sospir roco
E del volto il pallor talvolta fede
Fanno a costei del mio sì grave foco!
Ma la cruda o s'infinge, o pur non crede:
E 'l mio lungo languir si prende a giuoco,
Per non usar con me giammai mercede.