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Al chiaro Sole, alla più vaga stella
E i raggi tolse alle virtù Natura,
Per far che in questa e in ogni età futura
Di voi non fosse altra più saggia e bella.
Ond'io, che in voi ravviso or questa, or quella
Dote con vostra singolar ventura,
Oso lodarvi: ma non ho sì pura
Vena, né a' vostri merti egual favella.
Sicché quando di voi l'alto disegno,
Gran Donna, io formo, in me l'ingegno e l'arte
Scorgo minor del glorioso impegno.
E basta sol che in tante rime sparte
Suggetto siate, e in chiaro stil più degno
S'odan d'Aglauro risonar le carte.