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By Auteur inconnu

“Non uscir' tai sospiri e tai querele

Dalla bocca che vinse il pomo in Ida,

Quando cadde il fanciul sull'erba infida,

Trafitto il fianco da Cinghial crudele,

Quante voi ne spargete, Alma fedele,

Sull'ombra tanto a' pensier' vostri fida;

Ch'or dal soverchio duol forse vi sgrida,

Lieta Stige varcando a piene vele.”

Così dissemi Idalce; io soggiungea:

“O lieto me, se avesse egual valore

Il mio, qual ebbe il pianto della Dea:

Vano è il mio pianto; ché la terra fuore

Non renderà, qual feo per Citerea,

La morta Ninfa almen cangiata in fiore.”