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Ruscelletto, che in queste amene e care
Piagge t'aggiri tra l'erbette e i fiori,
E che coll'acque tue limpide e chiare
Specchio sei di donzelle e di pastori,
Con tanta fretta, semplicetto, al mare
Non correr, no. Del natio letto fuori
Allegro uscendo, nell'Adriache, amare
Onde, speri tu aver sorti migliori?
Folle! a tua voglia con veloci o lenti
Passi qui giri, ond'è che ognun ti nome
Signor di questo verde ed ampio prato.
Servo là di Nettun, sempre agitato
Sarai da' remi o dal furor de i venti,
E perderai colle dolci acque il nome.