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By Auteur inconnu

Fuggiva l'empio, e il suo fuggir tal era,

Qual d'uom, che, ingombro il cor d'alto spavento,

Abbia da tergo insidiosa schiera

E cento spade oda fischiare e cento.

Scorrea di lito in lito, in sua carriera

A più rapida fuga ognor più intento;

Né per lungo aggirarsi in lui men fera

Fu la paura, o il camminar più lento.

“Folle,” diss'io, “perché riposo o tregua

Non darsi omai, ché, bench'inerme, ignudo

Ei sia, non veggio chi lo incalzi o segua?”

“Che vale usbergo adamantino o scudo?

Ch'io son” (risponde, e intanto ei si dilegua)

“L'aspro di me persecutor più crudo.”