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Re de' secoli eterni, ond'è ch'io veggio
Per fiera morte, ohimè, tuoi lumi spenti,
E son fregio al tuo crin spine pungenti,
E dura Croce è l'immortal tuo seggio?
Forsennato, che parlo? ahi non m'avveggio
Ch'opra de' falli miei son que' tormenti?
Io d'ira armai l'Ebree barbare genti;
E la cagion del crudo scempio io chieggio?
Chiedi più tosto al Cielo, Alma infelice,
Perch'egli ancor ti soffre, e non s'affretta
Di vibrar contro a te sua spada ultrice.
Ma sento Amor, che con vital saetta
(Or che due fiumi il duol da gli occhi elice)
M'uccide, e adempie omai l'alta vendetta.