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By Auteur inconnu

Gli occhi, il di cui fulgore io non soffersi,

Che del divin potere a noi fan fede,

Che sempre furo alla mia speme avversi,

E dove la mia Morte e Amor risiede,

Or da quelli di pria quanto diversi,

Fugar' lo sdegno e alla pietà dier sede!

E sì dolci gli miro in me conversi,

Che il cuore istupidito appena il crede.

Se fingete con me, luci adorate,

Deh mantenete almen vivo l'inganno:

Ché ingannandomi ancor voi mi beate.

Misero, a che son giunto! è a me di danno

Sapere il vero, ed il tradir pietate,

E peggior d'ogni male il disinganno.