12 (62)
Gli occhi, il di cui fulgore io non soffersi,
Che del divin potere a noi fan fede,
Che sempre furo alla mia speme avversi,
E dove la mia Morte e Amor risiede,
Or da quelli di pria quanto diversi,
Fugar' lo sdegno e alla pietà dier sede!
E sì dolci gli miro in me conversi,
Che il cuore istupidito appena il crede.
Se fingete con me, luci adorate,
Deh mantenete almen vivo l'inganno:
Ché ingannandomi ancor voi mi beate.
Misero, a che son giunto! è a me di danno
Sapere il vero, ed il tradir pietate,
E peggior d'ogni male il disinganno.