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By Comedio Venuti

Spirto celeste a la materna lingua,

che le leggiadre rime e 'l dolce stile

col tuo facundo ingegno alto e sottile

spieghi sì ch'onne uom dotto par ne 'mpingua,

non età mai, né tempo fia ch'estingua

tua glorïosa fama alma e gentile.

Non so qual mente ingenua e senile,

secondo el mio iudicio, me' distingue.

Poi che nel saggio petto adunque alberga

tal dota singular, mai non s'asconda

in te l'eccelso don dato de sopra;

onne imaginazion vil se posterga:

Apollo, Orfeo ed Anfion seconda,

ché nulla val virtù se non s'adopra.