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Le roche rime, e la mia penna avezza
a dir di voi, che poetando incarno,
ritrar vorriano 'l viso, onde mi scarno
tra gran copia d'amaro e di dolcezza.
Ma que' mortali a la immortal bellezza
da stancare e l'Illisso e 'l Mincio e l'Arno,
giunger non ponno, e spiegan l'ali indarno,
che tanto alto ir non può tanta bellezza.
Che quando vanno a la divina parte
di vostre lodi le mie basse rime,
restan del troppo ardir tra le confuse.
Che quando il ciel creovi, in voi rinchiuse
ciò che poteva far natura e arte
per farvi prima fra le donne prime.