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By Marc'Antonio Epicuro

Al Signor Ferrante in morte del Signor Giovanni Gieronimo Caraffa, suo fratello.

Cagion più giusta mai di giusto pianto

non ebbe alcun, né poi d'ordirla in versi;

né ragion mai più degna da dolersi,

né di star sempre avvolto in nero manto,

qual fu la tua, poi che l'acerba tanto

novella udisti, onde i tuoi giorni fêrsi

oscuri, e gli occhi sì nel duolo immersi,

che l'uno agguagliò l'Istro e l'altro il Xanto.

Ma chi può gir contra il voler divino,

se tanti spirti alteri in fiumi e stagni

sommerse l'empio lor fisso destino?

Dunque, Ferrante, a che t'affliggi e lagni,

se 'l gran fratel Enea con Tiberino

ebbe nel suo cader scorte e compagni?