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By Matteo Maria Boiardo

A la rete d'Amor, che è texta d'oro

e da Vagheza ordita con tanta arte

che Ercule il forte vi fu preso e Marte,

son anche io preso, e dolcemente moro.

Così morendo il mio Signor adoro

che dal lacio zentil non me diparte,

né morir voglio in più felice parte

ca religato in questo bel lavoro.

Non fia mai sciolto da le treze bionde,

crespe, lunghe, legiadre e peregrine

che m'han legato in sì suave loco.

E se ben sua adorneza me confonde

e vame consumando a poco a poco,

trovar non posso più beato fine.