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By Anton Francesco Grazzini

Fatappio bigio e magro cerretano,

pazzo a bandiera e stran cuccubeone,

non ti vergogni tu, che sei buffone,

il padre Varchi ricordare in vano?

Lavati un'altra volta col trebbiano

la bocca prima, lordo mascalzone,

che tu lo nomi; poi che di ragione

gli è nel compor gigante, e tu sei nano.

Che hai tu fatto altro mai ch'un sonettino

asciutto, secco, stiracchiato e gretto,

in istilaccio furfante e meschino?

Se tu avessi discorso, od intelletto,

e conoscessi l'acquerel dal vino,

non usciresti di casa e del letto.

Tu hai malato e infetto

il corpo e l'alma, di dentro e di fuori

sei pien di passerotti e pien d'errori,

tanto che disonori

colle parole insieme e coll'inchiostro

te stesso, i tuoi parenti e 'l secol nostro.

O scellerato mostro,

veli che desti un tratto nel bargello;

e non arai trovato il Varchi, o 'l Gello!

Il Lasca ha men cervello

di te sei volte; ed a ghiri di pazzo

non gli saresti dietro buon ragazzo.

Io sento già il rombazzo,

ed udir parmi le tue maccatelle

in versi, in prosa, in frottole e 'n novelle.