12
Fatappio bigio e magro cerretano,
pazzo a bandiera e stran cuccubeone,
non ti vergogni tu, che sei buffone,
il padre Varchi ricordare in vano?
Lavati un'altra volta col trebbiano
la bocca prima, lordo mascalzone,
che tu lo nomi; poi che di ragione
gli è nel compor gigante, e tu sei nano.
Che hai tu fatto altro mai ch'un sonettino
asciutto, secco, stiracchiato e gretto,
in istilaccio furfante e meschino?
Se tu avessi discorso, od intelletto,
e conoscessi l'acquerel dal vino,
non usciresti di casa e del letto.
Tu hai malato e infetto
il corpo e l'alma, di dentro e di fuori
sei pien di passerotti e pien d'errori,
tanto che disonori
colle parole insieme e coll'inchiostro
te stesso, i tuoi parenti e 'l secol nostro.
O scellerato mostro,
veli che desti un tratto nel bargello;
e non arai trovato il Varchi, o 'l Gello!
Il Lasca ha men cervello
di te sei volte; ed a ghiri di pazzo
non gli saresti dietro buon ragazzo.
Io sento già il rombazzo,
ed udir parmi le tue maccatelle
in versi, in prosa, in frottole e 'n novelle.